32 studenti campani in stage in Puglia. L’Istituto Alberghiero “E.V. Cappello” di Piedimonte Matese, l’Agenzia Formativa “Aretè s.r.l.” di Foggia e il “Nicotel” di Corato, insieme per l’alternanza scuola-lavoro.

La Campania incontra la Puglia. Merito di quello straordinario strumento didattico di “learning by doing” (imparare facendo, ndr) introdotto nel 2003 che risponde al nome di alternanza scuola-lavoro. Dal 13 e fino al 30 gennaio, n. 32 studenti del V anno dell’Istituto Alberghiero “E.V. Cappello” di Piedimonte Matese (provincia di Caserta) saranno ospitati dalla struttura ricettiva “Nicotel” di Corato (Bari) proprio per un progetto di alternanza organizzato dall’Istituto in partnership con l’Agenzia Formativa Aretè s.r.l. di Foggia.

In questi 18 giorni i ragazzi, suddivisi in due gruppi, avranno l’importante opportunità di alternare, al regolare percorso di studi fatto di lezioni in classe, una vera e propria esperienza lavorativa. Infatti presso la struttura ospitante e sotto l’occhio vigile e attento dei tutor aziendali, saranno impegnati in attività riguardanti il ricevimento ospiti, la gestione della sala e la ristorazione. Un’occasione importante per entrare in contatto diretto con il mondo lavorativo che li aspetta al termine del percorso scolastico. E i ragazzi ne sono entusiasti.

 

“E’ una delle esperienze più importanti dal punto di vista personale – afferma Gianluigi, uno degli studenti di Piedimonte, ospite a Corato – perché fin da subito si è creato un clima familiare e ci siamo integrati. Il personale della struttura ci ha dedicato tempo e attenzione, ci ha svelato i trucchi del mestiere, ci ha dimostrato che per avere successo non servono rivalità e gelosie, bensì collaborazione e affiatamento”. Giovanni, invece, in questo percorso si sente “continuamente stimolato da persone che danno spazio e valorizzano la creatività altrui”, mentre Ilaria, sfornellando nella cucina del Nicotel,  ha capito che la sua strada è nel settore della ristorazione e che “quella dell’alberghiero è stata la scelta giusta”.

 

Una parte fondamentale del progetto è l’attività laboratoriale di orientamento al lavoro. All’interno di un’aula allestita dall’Agenzia Formativa Aretè s.r.l. con videoproiettore e diverse postazioni dotate di pc e collegamento internet, e sotto la guida degli esperti di orientamento dell’Agenzia foggiana, gli studenti di Piedimonte Matese lavorano quotidianamente sul potenziamento delle competenze trasversali spendibili per l’inserimento lavorativo: dalla conoscenza di sé e del gruppo fino alla compilazione di un curriculum vincente. “L’attività laboratoriale è il punto di forza di Aretè – dichiara la dr.ssa Mariangela Bia, formatrice e tutor dell’agenzia formativa – perché è il momento in cui i ragazzi trasformano spunti pratici in occasioni di riflessione sulle proprie potenzialità e aspirazioni. E’ il momento in cui imparano a confrontarsi con nuovi contesti lavorativi e ad instaurare buone relazioni in maniera tale da essere performanti nel contesto di lavoro”. “Nei laboratori facciamo emergere le diversità e il proprio modo di fare, la propria consapevolezza” chiarisce la dr.ssa Cristina Lo Muzio, tutor dell’agenzia formativa. “Non ci occupiamo semplicemente di inculcare concetti e nozioni – aggiunge la dr.ssa Veronica Scopece, tutor dell’agenzia formativa – ma puntiamo a stimolare il dialogo e il confronto, parlando anche di esperienze personali e confrontandole”.  “Molti dei ragazzi – conferma la professoressa Teresa Farina – hanno già avuto esperienze lavorative, quindi per loro in questa fase è forse più importante  e utile il percorso laboratoriale”. Un percorso, quello di orientamento al lavoro, che gli stessi ragazzi di Piedimonte Matese dimostrano di apprezzare particolarmente. “L’attività di orientamento in laboratorio – tiene a sottolineare Francesco, uno degli stagisti – ci sta rendendo consapevoli delle nostre capacità e competenze, mi ha reso più sicuro perché mi ha fatto scoprire i miei punti forti, quali ad esempio l’intraprendenza. All’inizio ero scettico sull’efficacia che avrebbe potuto avere, ma mi sono ricreduto”.

 

Si tratta, dunque, di un’esperienza altamente formativa, che non soltanto si struttura quale valido mezzo di contrasto alla dispersione scolastica (grazie alle attività sul campo che motivano i giovani studenti a continuare il percorso intrapreso), ma che risponde in maniera incisiva ai diversi bisogni personali. Una modalità didattica che trova il plauso delle aziende. “I ragazzi – precisa il Direttore Marketing del Nicotel, dr. Domenico Gadaleta – ogni volta mostrano una grande sete di sapere e una forte voglia di mettersi in gioco. E’ un’esperienza che deve essere fatta per superare il gap soprattutto italiano tra formazione scolastica e mondo del lavoro, nel quale poi diventa difficile inserirsi spesso proprio a causa di questo scollamento, che è nelle competenze e nell’approccio stesso al contesto aziendale”.

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